Occhiello: La resistenza al fuoco non dipende soltanto dal materiale utilizzato, ma dall’intero sistema costruttivo: blocchi, spessore, intonaco, giunti e modalità di posa devono essere valutati insieme.
Quando si parla di sicurezza antincendio negli edifici, una delle classificazioni più conosciute è REI 120. La sigla indica la capacità di un elemento costruttivo di mantenere determinate prestazioni durante l’esposizione al fuoco per almeno 120 minuti.
Questa definizione, tuttavia, non significa che qualsiasi parete in laterizio possa essere considerata automaticamente resistente per due ore. La prestazione riguarda infatti una configurazione costruttiva precisa, verificata attraverso prove, calcoli o metodi riconosciuti dalla normativa.
Per scegliere correttamente una muratura destinata alla compartimentazione antincendio è quindi necessario considerare non soltanto il tipo di blocco, ma anche lo spessore della parete, la presenza dell’intonaco, la qualità della posa e la documentazione tecnica disponibile.
Che cosa significa davvero REI 120?
La classificazione di resistenza al fuoco descrive il comportamento di un elemento costruttivo sottoposto a un incendio convenzionale per un intervallo di tempo determinato.
Le lettere indicano tre requisiti differenti:
- R, resistenza o capacità portante: l’elemento conserva la propria stabilità meccanica;
- E, tenuta: impedisce il passaggio di fiamme e gas caldi verso il lato non esposto;
- I, isolamento termico: limita la trasmissione del calore verso gli ambienti protetti.
Il numero 120 indica che le prestazioni dichiarate devono essere mantenute per almeno 120 minuti nelle condizioni previste dalla classificazione. Non rappresenta quindi il tempo esatto durante il quale un edificio resterà integro in qualsiasi incendio reale, ma una classe tecnica ottenuta secondo criteri standardizzati (Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, Codice di prevenzione incendi).
Questa distinzione è importante perché evita un errore frequente: considerare la sigla come una caratteristica generica del materiale. In realtà, la resistenza al fuoco appartiene all’elemento costruttivo nel suo complesso.
Una parete in laterizio è automaticamente resistente al fuoco?
Il laterizio possiede caratteristiche favorevoli in caso di incendio. È un materiale incombustibile e, se impiegato in configurazioni adeguate, può contribuire alla realizzazione di pareti con elevate prestazioni di compartimentazione.
Questo non significa però che ogni mattone o blocco possa garantire automaticamente una determinata classe.
Una muratura classificata deve essere considerata come un sistema composto da diversi elementi:
- tipologia e geometria dei blocchi;
- percentuale di foratura;
- spessore complessivo;
- eventuale intonaco su uno o su entrambi i lati;
- malta e giunti;
- altezza e vincoli della parete;
- modalità di collegamento alle strutture adiacenti;
- presenza di impianti, attraversamenti o aperture.
Anche una modifica apparentemente secondaria può alterare il comportamento dell’insieme. Una traccia impiantistica troppo profonda, un giunto eseguito male o un attraversamento non protetto possono creare un punto debole dal quale far passare calore, fumi o fiamme.
Per questo non basta chiedere semplicemente un “mattone resistente al fuoco”. Occorre verificare quale configurazione di parete sia stata classificata e a quali condizioni.
Come si verifica la classe di una muratura?
La classificazione può essere determinata attraverso prove sperimentali, calcoli o confronti con soluzioni riconosciute dalla normativa, in funzione del prodotto e del progetto.
Il riferimento principale in Italia è il Codice di prevenzione incendi, introdotto con il Decreto del Ministero dell’Interno del 3 agosto 2015 e successivamente aggiornato. Il Codice stabilisce i criteri per definire i livelli di prestazione e le classi di resistenza richieste agli elementi strutturali e di compartimentazione (Ministero dell’Interno, Decreto 3 agosto 2015).
La classe necessaria non viene scelta liberamente dal produttore o dall’impresa. Deve essere individuata dal professionista antincendio sulla base di diversi fattori, tra cui:
- destinazione d’uso dell’edificio;
- altezza antincendio;
- carico d’incendio;
- presenza di persone;
- caratteristiche dei compartimenti;
- strategie di esodo e protezione;
- eventuali sistemi automatici di spegnimento.
In alcune attività la normativa può richiedere espressamente elementi R, EI o REI con classi determinate. Esistono, per esempio, regole tecniche nelle quali sono previste compartimentazioni con resistenza non inferiore a 120 minuti, talvolta riducibile in presenza di specifiche misure di protezione attiva.
Quali documenti bisogna controllare prima della posa?
Prima di acquistare i materiali è necessario verificare che la soluzione proposta sia accompagnata da documentazione coerente con il progetto.
Tra i documenti utili possono rientrare:
- rapporti di classificazione;
- rapporti di prova;
- dichiarazioni di prestazione;
- schede tecniche del produttore;
- indicazioni sulle modalità di posa;
- certificazioni richieste dal progetto antincendio;
- eventuali valutazioni analitiche redatte da professionisti abilitati.
La scheda deve descrivere con precisione la configurazione verificata. Non è sufficiente che compaia genericamente la dicitura REI 120: devono essere chiari lo spessore, il tipo di blocco, l’intonaco previsto, la malta, l’altezza massima e le condizioni di vincolo.
La documentazione deve inoltre riferirsi al prodotto realmente utilizzato in cantiere. Sostituire un blocco con un altro apparentemente simile può invalidare la corrispondenza con la soluzione classificata.
Perché la posa è importante quanto il materiale?
Una buona progettazione può essere compromessa da una posa approssimativa. La compartimentazione funziona infatti soltanto quando la parete è continua e realizzata secondo le condizioni previste.
I giunti devono essere riempiti correttamente e la muratura deve collegarsi in modo adeguato agli elementi strutturali. Particolare attenzione va riservata alla sommità della parete, ai raccordi laterali e ai punti in cui passano tubazioni, cavi o canalizzazioni.
Gli attraversamenti impiantistici devono essere sigillati con sistemi specifici e compatibili con la classe richiesta. Lasciare un foro attorno a un tubo significa vanificare la funzione della parete, anche quando i blocchi utilizzati possiedono prestazioni elevate.
Lo stesso vale per porte, sportelli tecnici e altri elementi di chiusura. La classe dell’intero compartimento dipende dalla continuità delle prestazioni: una parete efficace associata a una chiusura inadeguata crea una protezione soltanto teorica.
Qual è la differenza tra REI ed EI?
Nella terminologia corrente la sigla REI viene spesso utilizzata in maniera estesa per parlare di pareti e porte resistenti al fuoco. Dal punto di vista tecnico, però, la lettera R riguarda la capacità portante.
Una parete non portante viene generalmente classificata in relazione ai requisiti E e I, quindi come elemento EI. La classificazione REI riguarda invece elementi che devono mantenere anche una funzione strutturale.
La normativa europea ha reso più precisa questa distinzione, soprattutto per le chiusure non portanti e per le porte tagliafuoco, che vengono normalmente classificate secondo integrità e isolamento termico.
Questo non rende necessariamente sbagliato il linguaggio comune, ma in un progetto, in un capitolato o in una certificazione è indispensabile utilizzare la classificazione corretta. Confondere REI ed EI può generare richieste tecnicamente imprecise e problemi nella verifica finale.
Dove vengono utilizzate le pareti resistenti per 120 minuti?
Le murature con elevata resistenza al fuoco vengono impiegate soprattutto per separare ambienti con funzioni o livelli di rischio differenti.
Possono essere previste, a seconda del progetto, per:
- autorimesse;
- locali tecnici;
- centrali termiche;
- depositi;
- strutture ricettive;
- edifici sanitari;
- attività industriali;
- vani scala;
- compartimenti di grandi edifici;
- separazioni tra attività soggette a controllo antincendio.
La necessità di una classe così elevata deve comunque derivare dalla valutazione del rischio e dalle regole tecniche applicabili. Utilizzare una parete sovradimensionata senza considerare il resto del sistema non aumenta automaticamente la sicurezza. Al contrario, può far crescere costi e complessità senza risolvere i veri punti critici del progetto.
Come scegliere la soluzione corretta?
La scelta deve partire dal progetto antincendio e non dal singolo prodotto. Il progettista definisce la prestazione necessaria; successivamente vengono individuati blocchi, spessori e finiture capaci di soddisfarla.
Una soluzione in laterizio può offrire vantaggi importanti: solidità, durabilità, stabilità dimensionale e integrazione con le comuni tecniche di cantiere. Per sfruttarli davvero, però, occorre utilizzare sistemi documentati e rispettare le indicazioni di posa.
Prima dell’acquisto conviene quindi verificare cinque aspetti essenziali:
- classe richiesta dal progetto;
- funzione portante o non portante della parete;
- configurazione descritta nella documentazione;
- compatibilità con altezza, impianti e condizioni del cantiere;
- corrispondenza tra soluzione certificata e materiali realmente posati.
Perché non basta leggere una sigla sulla scheda tecnica?
REI 120 non è un’etichetta da applicare indistintamente a un blocco, ma il risultato del comportamento di una parete progettata e realizzata in condizioni precise.
Materiali adeguati, documentazione tecnica e posa corretta devono procedere insieme. Trascurare uno solo di questi aspetti può compromettere la compartimentazione e rendere inutile una prestazione dichiarata sulla carta.
La vera sicurezza antincendio non nasce quindi dalla ricerca del prodotto con il numero più alto, ma dalla scelta di un sistema coerente con il progetto, verificabile e costruito senza scorciatoie. Perché il fuoco, purtroppo, non legge le brochure commerciali.
