• mercoledì , 1 aprile 2020

Agenti monomandatari e plurimandatari: le differenze

L’agente di commercio è una figura che promuove prodotti o servizi per conto di una o più aziende in una determinata area geografica.

Figura e ruolo dell’agente di commercio

Il ruolo dell’agente di commercio consiste nel fungere da tramite tra l’azienda committente ed i potenziali clienti, egli opera in forza di un agente commercialecontratto di agenzia, che lo vincola su una determinata area geografica con precisi limiti ed obiettivi.

C’è una legislazione che regola l’operato dell’agente di commercio: secondo, ad esempio, l’art. 1743 c.c. l’azienda non può avvalersi contemporaneamente di più agenti nella stessa zona per lo stesso ramo di attività e, d’altro canto, neppure l’agente può assumere l’incarico di operare nella stessa zona e per lo stesso ramo per più imprese concorrenti tra loro.

L’agente di commercio è una figura lavorativa autonoma molto richiesta in quanto l’azienda che intende creare una rete di vendita ha più convenienza nel cercare agente commerciale rispetto ad assumere un lavoratore dipendente: sono minori i costi di gestione (proporzionati al fatturato) e sono più mirate le competenze.

L’agente di commercio, infatti, viene generalmente retribuito in base al fatturato prodotto, possono esserci anche accordi diversi, ad esempio può essere stabilito che una parte della sua retribuzione sia fissa ed una parte sia variabile e legata al fatturato.

In ogni caso, rispetto al dipendente, l’agente di commercio si assume una parte del rischio d’impresa dell’azienda mandante legando i propri guadagni ai risultati prodotti.

Il mandato che l’azienda da all’agente di commercio può avere durata limitata o illimitata, in questo ultimo caso il contratto si definisce a tempo indeterminato con la stessa accezione dei contratti di lavoro subordinati.

E’ importante precisare che l’agente di commercio non può svolgere in contemporanea un’altra attività alle dipendenze di persone o di associazioni o di enti pubblici o privati né un’altra attività che preveda l’iscrizione al ruolo dei mediatori.

Differenze tra agente monomandatari e plurimandatari

Quando si parla di agenti di commercio occorre distinguere tra agenti monomandatari ed agenti plurimandatari, vediamo le differenze tra le due figure.

Gli agenti monomandatari promuovono un’azienda in modo esclusivo, rappresentando quindi una sorta di estensione territoriale della rete vendita dell’azienda stessa; in caso di agente monomandatario, all’agente è richiesta totale dedizione: deve promuovere solo i prodotti dell’azienda proponente, lavorando come fosse dipendente. L’agente ottiene un mandato in esclusiva ed è obbligato a rispetto l’accordo monomandatario.

L’agente di commercio monomandatario è quindi a totale disposizione dell’azienda mandante, ha un’organizzazione stabile, una precisa zona di competenza, può godere di un fisso provigionale, un conto spese e anche di gratifiche accessorie come l’auto aziendale, o il  telefono aziendale, ecc.

Inoltre, l’agente monomandatario ha diritto anche ad un diverso trattamento previdenziale attraverso il FIRR (Fondo Integrativo Rappresentanti) della Fondazione Enasarco, e ad una indennità per cessazione di rapporto, al patto di non concorrenza, all’ indennità di clientela.

Gli agenti plurimandatari, invece, possono promuovere contemporaneamente più aziende (sempre rispettando le normative). In tal caso la figura assume caratteristiche più simili a quelle dell’imprenditore.

L’agente plurimandatario rappresenta, in una o più zone, più aziende anche con prodotti diversi. Quindi non è legato da alcun vincolo in termini di rappresentanza né di prodotto, anche se mantiene il godimento di alcuni meccanismi previsti per l’agente monomandatario.

Entrambe le figure professionali sono inquadrate tra gli “autonomi”, professionisti pagati dietro compenso provigionale, con precisi requisiti professionali necessari per l’iscrizione in Camera di Commercio (con la cosiddetta SCIA servizi).

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